Facevo un resoconto generale stasera, sulla mia persona. Non credo di essere una persona frequentabile, soprattutto per questa generazione. Nel senso, posso sembrare una persona che sta “sulle sue” ma purtroppo non è così. Amo ascoltare le persone e parlare poco di me, ma non perché non mi ami o stimi come persona. Alcune volte entro in momenti particolari della mia vita dove non so più cosa dire anche se ho tanto da dire e mi chiudo non volendo. Sono poco frequentabile perché mi sento diversa e distante da tante persone e non so se sia una cosa buona questa. Sono una pessima persona, davvero. Troppo, fin troppo polemica, non mi sta mai bene niente, soprattutto di questa societá. Sembro una “nonna”, lo so, ma sono così. Cerco di vivere in maniera spensierata ma poi arrivati al dunque i miei pensieri non me li cambi. Ho davvero poco da dare, soprattutto in questo periodo in cui ci troviamo noi tutti, dove le uniche cose che contano sono superflue e solo ahimè di pura facciata, quindi finzione. Sono la classica persona che non se ne farebbe niente di avere al proprio fianco un uomo che tutte le donne desiderano, magari perchè di buono stato sociale/ ha la macchina e/o livello estetico superiore alla massa . Per me tutte queste boiate sono cose che non stanno ne in cielo ne tantomeno in terra. Sono sentimentale. Una stupida sentimentale ed empatica purtroppo. Tutte i nuovi modi di relazionarsi di oggi non vanno di pari passo con la mia persona , amo andare oltre ed è forse questo che mi condanna, che mi fa sembrare lo zimbello di tutti anche tra le amiche avide, veniali e chi più ne ha più ne metta . Sono un mondo a parte ribadisco, forse se siamo fortunati posso ritenermi l'unica persona strutturata così, sta di fatto che io non mi frequenterei perchè non so se sono giusta o meno. Perchè forse non bisogna vivere così, forse sono io la sbagliata.
Le persone silenziose sono quelle che hanno le menti più rumorose.
“« Ho visto coppie “innamorate” cadere in pezzi, frantumarsi come piatti di porcellana - insieme ai loro sogni e progetti - e smettere. Smettere di tutto. Di amare sopratutto. Ho visto coppie “innamorate” diventare abitudine, monotonia. Ho visto i loro occhi stanchi di lottare, le loro mani stanche di tenersi, e le gambe stanche di reggersi. Ho visto coppie “innamorate” col sole dentro tutti i giorni, poi un giorno si sono spente. Ho visto coppie “innamorate” promettersi tanto di quell’amore che alla fine non è bastato, perso. Andato tutto perso. I sogni e le speranze, spezzate. Ho visto coppie “innamorate” scriversi dediche sui muri , per strada, - ed io pensavo- che se magari si fossero scritti lettere quei due a quest’ora sarebbero ancora insieme. Ho visto coppie “innamorate” urlarsi dietro parole laceranti, parole non pensate, dette per rabbia, orgoglio ma mai un silenzio compreso. Mai un silenzio, che avrebbe potuto salvarli. Ho visto coppie “innamorate” e le loro fotografie, e i loro baci, e i loro abbracci e mi sono spesso chiesta quanto amore si nascondesse dietro quei gesti - o se erano solo fotografie- per far vedere al mondo che c’erano anche loro. Ho visto coppie “innamorate” dappertutto. L’avessi viste una volta passeggiare in riva al mare o distese al parco o a guardare le stelle, allora c’avrei creduto. Avrei creduto fosse amore, tra quei due. »”—
Erano circa le 8.30 di una mattinata intensa quando un anziano signore ottantenne è arrivato per far rimuovere i punti dal suo pollice. Disse subito che era di fretta perché aveva un appuntamento alle 9.00.
Presi nota dei suoi dati e lo invitai a prendere posto. Sapevo che ci sarebbe voluto più di un'ora prima che qualcuno potesse occuparsi di lui. Lo vidi controllare l'orologio ansiosamente per tutto il tempo e poi decisi di valutare io stesso la sua ferita dal momento che non ero occupato con altri pazienti.
All'esame la ferita risultava ben guarita. Parlai con uno dei medici per ottenere il materiale per rimuovere i punti di sutura e lo feci, ma mentre mi stavo prendendo cura di lui è iniziata una conversazione. Gli domandai se avesse un altro appuntamento medico in seguito, se era per questo che aveva così tanta fretta.
Il signore mi disse di no e rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie.
Mi informai della sua salute. Mi disse che era nella casa di cura da tempo, essendo una vittima del morbo di Alzheimer. Sondai ulteriormente la questione chiedendo se la moglie si sarebbe molto alterata per il suo ritardo. Mi rispose che la donna non sapeva più chi lui fosse, non era in grado di riconoscerlo da cinque anni.
Sorpreso gli chiesi: “E va ancora ogni mattina, anche se lei non sa chi sei?”
L'uomo sorrise e batté la mano e disse: “Mia moglie non mi conosce, ma io so ancora chi lei è.”
Ho dovuto trattenere le lacrime mentre se ne andava.
Ho avuto la pelle d'oca sul braccio, e ho pensato “Questo è il tipo di amore che voglio nella mia vita.”
Il vero amore non è né fisico né romantico. Il vero amore è l'accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà
“Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro. Lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro. Perciò si lanci, accidenti a lei!”—
- dal film “Le Fabuleux Destin d'Amélie ”“ di Jean-Pierre Jeunet
(Fonte: volevosoloessereamata, via leirubavalestellealcielo)